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Fino al silenzio

Questa notte ho sognato di baciare un’onda del mare
e le ho sussurrato di cercare il mio amore in giro per il mondo.

Corri, ti prego, corri,
non ti fermare:
in ogni angolo del mondo, tu che puoi.

Cercalo.
Trovalo.
Trovalo e conducilo.

Lo riconoscerai dal cuore,
dal filo del destino che ci lega.

E poi portalo da me,
anche se ci volessero mille anni,
portalo da me.

E se qualcuno, in un angolo remoto del mondo,
ti avesse fatto la stessa richiesta?

Trovami.
Conducimi.
Anche se dovessi attraversare il tuo corpo burrascoso a nuoto,
io che non so nuotare.

Anche se ci volessero altri mille anni,
portami da lui.
Portami da lei.

Anche se mi riempissi i polmoni,
anche se mi facessi mancare il respiro,
anche se mi trascinassi sempre più giù,
più giù,
più giù…

fino al silenzio.

Portami.
Conducimi.
E la luce che vedrei
sarebbe la fine del mio viaggio.

Profumavi di biscotti

Questa notte, per l’ennesima volta ti ho sognata.Vestiti elegantemente ci rincorrevamo ridendo sotto portici infiniti e piazze sconfinate, su stradine labirintiche; tu a pochi passi da me nel tuo vestito da sera, correvi quel tanto che bastava in più per non farti raggiungere; ogni tanto ti voltavi e potevo vedere il tuo bel sorriso dolce e le tue guance colorate di rosso nello sforzo della corsa, anche se io speravo che il rossore fosse per la mia presenza.

Io a pochi passi da te, ti seguivo con la mia corsa lenta ed impacciata. Intanto ridevamo e ridevamo. Correvi e io ti seguivo in mezzo a paesaggi sfumati dal sogno, persone, strade, case, suoni e colori, tutte cose indistinte intorno a noi. L’unica cosa definita eri tu, nei momenti in cui non riuscivo a vederti seguivo la tua risata cristallina e la tua voce.

Il sogno è andato avanti cosi per un po’ , come se avessi dormito per anni e corso per un eternità. Alla fine però ti sei fatta raggiungere, su questo non ho dubbi; per un po’ abbiamo corso e poi camminato uno a fianco all’altra, senza sfiorarci, lo sguardo rivolto in avanti. Abbiamo proseguito accontentandosi solo della presenza reciproca.

Sotto un portico ci siamo fermati, mi hai preso per un braccio e gentilmente mi hai fatto girare verso di te. La cosa che mi ricordo di quel momento e che profumavi di biscotti. Mi hai preso per mano e mi hai sussurrato qualcosa, piano piano e io ho sorriso. Non ricordo cosa tu mi abbia detto, so solo che in quel momento il sogno è diventato leggermente più vivo, più colorato, i contorni meno effimeri e i suoni più decisi.

Mi sono svegliato con la sensazione di aver perso qualcosa di importante.