Il Triade-Class system è il fulcro di ogni gioco multiplayer massivo: Tank, DPS e Healer; queste tre classi rappresentano tre tipologie di approccio al gioco, tre stili e tre mentalità differenti. Però se con le stesse persone giochi molto, scopri che c’è altro. Non è solo un interazione di pixel su schermo, ma è anche amicizia; amicizia fondata su interazione online e, se si è molto fortunati, anche nella vita reale.
D. ti ho incontrata 15 anni fa, eri una maga, DPS. Eravamo su di una pianura, nel mezzo di una battaglia, il tuo compagno A. al tuo fianco a proteggerti. Ti incazzavi perchè io Healer, non riuscivo a supportarti a dovere; a ripensarci ora mi viene da ridere, tu pronta alla battaglia incurante del pericolo mentre il resto del gruppo a sperare che tutto filasse liscio. Piano piano ci siamo conosciuti e ho conosciuto il tuo compagno,A., il legame in gioco si è rafforzato diventando amicizia; ci siamo conosciuti di persona, bevuto birre e lanciato noccioline in quel locale dove forse non ci faranno più entrare.
Il gruppo si è ingrandito prima, ristretto poi, per poi ritornare ad ingrandirsi. Abbiamo cambiato campi di battaglia, conosciuto persone,ma tu eri sempre li in prima linea a sparare palle di fuoco con il tuo fidato A. a proteggerti. Molte volte le strade si sono separate per ricongiungersi mesi dopo, piano piano queste separazioni si sono fatte sempre più frequenti fino a che un giorno eri solo una voce che ci salutava dal microfono di A. Fino a che un giorno, le chiaccherate in chat vocale anche con A. si sono ridotte a zero, ci limitavamo a qualche messaggio in chat e agli auguri su wahtsup. “E’ la vita” ho pensato, “come al solito sentirò A e D, quando esce un nuovo gioco online”.
Però pochi giorni fa ho risentito A dopo tanto tempo…e ho capito questa vostra assenza, mi ha detto che che nei 2 anni precedenti hai combattuto e perso una battaglia. Lui al tuo fianco come sempre, questa volta però la battaglia era nella vita reale e dalla sua voce ho capito come si fosse sentito inerme. Dopotutto contro qualcosa di cosi grande e cattivo non poteva aiutarti come aveva fatto tante volte in un gioco, questo purtroppo è la vita. Poteva solo starti vicino.
“Andrea, D. non c’è più se ne andata. Andrea, D. è morta”, tumore ai polmoni era la tua sentenza e la tua condanna.
Ho pianto per te, per quello che hai passato e sofferto. Ho pianto per la paura che hai avuto. Hai lottato vero? Sicuramente si.
Ho pianto per A., per la sua sofferenza e per quello che ha passato anche lui. Al tuo fianco ogni giorno a sperare e pregare.
Io non so se esistano dio o il paradiso, vorrei solo che A un giorno abbia la possibilità di rivederti, era cosi triste, sai? Sconsolato. Distrutto. Non saprei nemmeno come descrivere la sensazione che ho provato ascoltando la sua voce al telefono; è stato come sentire un’eclissi di sole, ma non dall’inizio quando vedi il sole piano piano diventare scuro per poi tornare luminoso. No, ascoltarlo parlare è stato come sentire un eclissi in eterno al suo apice, quando tutto è più scuro; sai che sotto c’è la luce ma sai anche che non la rivedrai mai più. Spero che il tempo e il ricordo dell’amore che avevate l’uno per l’altra lo possano aiutare.
Un gamer non muore mai, respawna al check point e aspetta il team per il regroup.
Ciao D. buon viaggio.