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Una riga di codice tra un milione di anni

Tra un milione di anni, le stelle avranno cambiato posto,i mari si saranno ritirati,le città sbriciolate in polvere sottile.

Eppure, in un frammento di memoria dimenticata,tra dati corrotti e bit dormienti,una singola riga di codice è ancora lì.

Non fa più nulla.
Non controlla processi, non apre finestre,non restituisce valori.Ma esiste.

Chi l’ha scritta aveva dita stanche,una tazza di caffè tiepido accanto e il cuore pieno di sogni che nessun compilatore potrà mai interpretare.

Forse aveva aggiunto un commento:

// un giorno, qualcuno capirà perché questo mi ha reso felice

E così, in quel piccolo gesto, un uomo del passato — un programmatore,
un sognatore di logiche e calore — ha lasciato un messaggio all’eternità.

Non per essere ricordato, ma per ricordare lui stesso che anche i numeri, se amati,
possono raccontare storie.

E così, la riga resta. Nel buio profondo, senza lettore né scopo,
brilla ancora un istante, come una stella scritta a mano nell’universo digitale

AAA Cercasi

AAA Cercasi forza di volonta per non arrendersi ad un lavoro che ormai più che una passione è diventato una via crucis. Sempre di passione si tratta ma con significato leggermente differente.

Chi ha detto: “Fai il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita.” avrebbe dovuto aggiungere:

1- a patto che non te lo facciano odiare

2- a meno che tu non lavori in italia

3- a meno che non si decida che si debba fare tutto di fretta.

4- a meno che più che un divertimento non diventi un 41bis(carcere duro)

Mai avrei pensato che un lavoro di scrivania che una volta era anche il mio hobby, a meta della mia vita lavorativa o quasi, sarebbe diventato anche la mia croce, il mio peso.

A volte mi sembra di vivere dentro una sitcom americana, ma senza le risate registrate — e senza il lieto fine. Solo enigmi continui, come in un’escape room dove ogni indizio porta a un’altra porta chiusa. E l’uscita? Forse non esiste.