Tra un milione di anni, le stelle avranno cambiato posto,i mari si saranno ritirati,le città sbriciolate in polvere sottile.
Eppure, in un frammento di memoria dimenticata,tra dati corrotti e bit dormienti,una singola riga di codice è ancora lì.
Non fa più nulla.
Non controlla processi, non apre finestre,non restituisce valori.Ma esiste.
Chi l’ha scritta aveva dita stanche,una tazza di caffè tiepido accanto e il cuore pieno di sogni che nessun compilatore potrà mai interpretare.
Forse aveva aggiunto un commento:
// un giorno, qualcuno capirà perché questo mi ha reso felice
E così, in quel piccolo gesto, un uomo del passato — un programmatore,
un sognatore di logiche e calore — ha lasciato un messaggio all’eternità.
Non per essere ricordato, ma per ricordare lui stesso che anche i numeri, se amati,
possono raccontare storie.
E così, la riga resta. Nel buio profondo, senza lettore né scopo,
brilla ancora un istante, come una stella scritta a mano nell’universo digitale