Vorrei un cielo azzurro, di quell’azzurro che ti fa piangere da quanto è bello.
Vorrei un abbraccio lungo come un anno luce: non infinito, ma abbastanza lungo da quasi annoiarmi.
Vorrei che questo abbraccio fosse bollente o tiepido e confortevole… a seconda della situazione.
Vorrei che il mio nome venisse sussurrato con dolcezza almeno una volta nella vita (no, mamma non conta in questo caso).
Vorrei che a qualcuno mancasse il fiato e perdesse un battito di cuore quando entro in una stanza.
Vorrei una nuvola che cambia forma ogni volta che distolgo lo sguardo e ritorno a guardarla.
Vorrei non ingrassare se mangio una fetta di dolce in più… tanto la mangerei comunque.
Vorrei avere più coraggio e intraprendenza, ma ci sto lavorando.
Vorrei correre senza stancarmi, in caso di apocalisse zombie.
Vorrei saper volare, così almeno i viaggi mi costerebbero un po’ di meno.
Vorrei un bacio che sa di casa, anche se casa non l’ho ancora trovata. Sì, un tetto sulla testa ce l’ho, sia chiaro.
Vorrei non essere stonato: mi basterebbe, almeno una volta nella vita, cantare We Are the Champions senza sembrare un gatto a cui hanno tirato la coda.
Vorrei non uccidere tutte le piante su cui metto le mani. Ancora rido pensando a quel bonsai che mi avevano venduto come “immortale”… finito secco e decrepito, tipo albero in un film horror sulla mia scrivania.
Vorrei saper disegnare e no: un cerchio e cinque linee per un omino non è considerato “saper disegnare”.
Vorrei assaggiare qualsiasi tipo di cibo presente sul pianeta. Il cibo, credo, sia un modo per capire le culture diverse dalla nostra e, se ci fai caso, molti sapori sono simili tra loro anche a distanza di 10.000 chilometri. Quindi… forse non siamo poi così diversi gli uni dagli altri?
Vorrei imparare a volermi bene non solo quando faccio qualcosa di giusto, ma anche quando inciampo… soprattutto quando inciampo.
Vorrei aver tenuto testa a quei cazzo di bulletti a scuola. Avete idea di quanto male mi avete fatto? “Erano solo ragazzi che scherzavano”, mi dicevano. Ma porca puttana, ancora vi odio ma so che non dovrei. Se ora vi vedessi ricoperti di fiamme, potrei anche decidere di non sprecare neanche una pisciata per spegnerle.
Vorrei non pensare che a volte la mia gentilezza mi sia stata d’impiccio… ma continuo a esserlo comunque.
Vorrei trovare qualcuno con cui possa essere stupido senza vergognarmi.
Vorrei girare il mondo in monopattino, passando anche sopra l’acqua.
Vorrei conoscere persone che mi ribaltino il modo di vedere il mondo, ma in modo gentile.
Vorrei imparare almeno dieci frasi in ogni lingua del pianeta: “buongiorno”, “grazie”, “scusa” e “dove si mangia bene qui?”… ma anche un “vaffanculo”.
Vorrei vedere il futuro più spesso a colori. Ogni tanto mi capita ancora di immaginarlo in toni di grigio, o anche peggio… ma forse è normale.