Adeus (arrivederci in portoghese?)

…e poi, un giorno, così inaspettatamente, mi accorgo di cosa voglia dire davvero “mi manca una persona”.
Non avrei mai pensato potesse succedermi.
(Sì, lo so che ci rivedremo — non ti libererai così facilmente di me — ma comunque la scrivania qui rimane vuota.)

Un giorno sei lì a dire cazzate, a fare battute sceme… e il giorno dopo le strade si dividono.
E ti ritrovi con il peso di qualcosa che manca, proprio lì, sullo stomaco.

Mi affeziono poco alle persone, diciamo che faccio una discreta selezione all’ingresso.
Ma a quanto pare capita anche a me, ogni tanto.
Forse sono più “umano” di quanto creda.
E forse non sono così orso come molti vorrebbero farmi credere.

Mi pare si dica che alle persone che consideri amiche regali un pezzo del tuo cuore… o della tua anima… o, perché no, della tua merenda.
Credo sia vero.
Oltretutto, in ogni mia singola “tassata”, c’era (e c’è) un piccolo pezzo di me.

L’unica cosa che posso sperare è che tutte le cazzate dette e fatte abbiano potuto alleggerire almeno un po’ il peso delle giornate lavorative.
Per me è stato così.
E spero che ti accompagnino ovunque tu vada.

Grazie per avermi fatto da spalla.
E grazie per avermi concesso di essere la tua.
Un giorno, saremo un duo comico formidabile.

Infine, un arrivederci in portoghese: adeus.
(Anche se credo sia sbagliato, perché Google Translate dà la stessa traduzione anche per “addio”.)

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