Mi chiamo Andrea – 26 novembre 2014
Non ho idea di come siate finiti su questa pagina; magari per sbaglio? O forse stavate cercando rimedi naturali contro la stitichezza.
In ogni caso, sappiate che questo è il mio blog.
Non pretendo di saper scrivere o di essere la persona più simpatica del mondo — anche perché non so scrivere, e so di non essere simpatico. Anche se, a volte, mi illudo di essere uno scrittore simpaticissimo.
Ogni tanto mi diletto a scrivere battute o giochi di parole, e in casi rarissimi qualcosa di più serio.
Come dicevo, non sono uno scrittore e non credo di essere divertente: quello che leggete qui è solo una piccola parte di me, che qualcuno è riuscito a convincermi a pubblicare.
Che altro dire di me?
Ho il profilo standard di ogni nerd su questo pianeta: videogiochi, fumetti, cartoni animati, miniature, eccetera eccetera.
Pratico anche alcuni sport: lotta libera col piumone e addominali da tavola.
Mi piacerebbe saper disegnare, ma il massimo che riesco a fare è un omino stilizzato con cinque linee e un cerchio.
Mi illudo di saper cantare ma, citando la Litizzetto: “sono stonato come un rutto”.
Mi piacciono i dolci.
Mi piace leggere.
Il mio “supereroe” preferito è Deadpool.
Il mio sogno nel cassetto è trasformarmi in Roger Rabbit e trovare la mia Jessica Rabbit.
Il mio incubo nel cassetto — sì, proprio quel cassetto in fondo che nessuno apre mai, ma che esiste, ve lo assicuro — è che mi crolli addosso la libreria mentre dormo. (Ho già dato disposizioni: salvate prima i libri.)
Sono quasi riuscito ad avere una mia gravità personale… devo solo trovare la luna giusta. 😜
(sono un filino sovrappeso.)
Errata corrige – 3 luglio 2025
(non sono più sovrappeso, forse ho un filo di panza)
Ho deciso di cambiare e ho perso un bel po’ di chili. Non mi manca affatto essere il grassone del gruppo.
Body positivity sì, fino a quando non fai fatica a camminare anche solo 50 metri…
A quel punto, per me, non era più body positivity, era arroganza.
“Sto così perché non ho voglia di cambiare, e chissene frega degli altri se non piaccio.”
Così mi dicevo.
Oggi mi prenderei a schiaffi per quei pensieri.
Volevo cambiare e ci sono riuscito.
E durante la fatica di perdere quasi 100 chili, ho capito anche molto altro su me stesso – su ciò che mi piace, su cosa voglio davvero dalla vita.
So che nella vita voglio viaggiare il più possibile.
Il mondo è bellissimo, e anche se c’è gente che si odia e si ammazza per idee opposte, è proprio da queste differenze che dovremmo imparare a essere più uniti.
Viaggiare me l’ha fatto capire.
Fuori dall’Italia, mi sono chiesto:
“Perché persone culturalmente diverse da me, di altre religioni o estrazioni sociali, mi rivolgono la parola con tanta gentilezza?”
Anche loro turisti, come me:
“Ma sei in Giappone per il rugby?”,
“Come mai questo giardino ha così tanti sassi?”,
“Questo rumore sono cicale?”
Domande buffe, strane, ma sempre gentili, accompagnate da un sorriso.
E voglio credere che il mondo si salverà proprio grazie alla gentilezza.
Ma soprattutto, in questo percorso di cambiamento, ho capito una cosa ancora più importante di me stesso:
per me, l’amore non ha genere.
Che sia un uomo o una donna, per me non fa differenza.
Non è una crisi di mezza età.
È solo qualcosa che ho negato per anni, perché culturalmente e socialmente… mi faceva paura, credo.
Quindi sì, mi sento ancora un po’ come Roger Rabbit –
con la sola differenza che oggi, nella mia vita, accetterei sia una Jessica Rabbit che un Jessico Rabbit.