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L’angolo della tassata…chiuso per ristrutturazione

Il mio corpo è qui ma la mia mente è altrove…nemmeno io so dove.

Per questo motivo oggi niente tassate, provo a scrivere qualcosa ma non riesco a soffermarmi su nulla che mi possa piacere e che possa strappare anche solo un accenno di sorriso.

Potrei raccontarvi la storia di quella volta in cui tre sordo-muti su una punto bianca mi hanno chiesto informazioni scrivendo su un tom-tom(il navigatore); potrei raccontarvi di quando una famiglia di scoiattoli ha deciso di invadermi casa; oppure potrei raccontarvi una storia del gatto Filippo, di quella volta che ha dovuto combattere contro un T-Rex uscendone vincitore.

Ma no, oggi no, ho la testa chiusa per ristrutturazione, sto bufferizzando, sto caricando il salto per lanciarmi verso nuovi reami di follia.

Preparatevi a nuove vette di geniale stupidità.

Fino ad allora…bho fate quello che volete.

 

 

Parole a caso

Questa notte voglio sognare di dormire. Svegliarmi dal sogno di dormire e scoprire di stare ancora dormendo.  Volare e precipitare nel sogno del sogno, risvegliarsi un attimo prima di toccare il suolo e scoprire di stare cadendo nel sogno del sonno. Voglio sognare nel sogno del sonno di una notte fonda piena di luce e voglio sognare di un mezzogiorno buio pesto. Voglio sognare grattacieli di marzapane e un cane con le ali, Voglio sognare di una trottola che trottola all’infinito e di un cuscino fatto di sogni. Voglio sognare di un cielo verde con  nubi rosa  mosse da un vento che profuma di biscotti. Vorrei sognare di un estate infinita,un estate noiosa, senza pensare a nulla,come quelle della mia infanzia, calde, sudate , di pedalate in mezzo ai campi inseguito da un cane piccolo piccolo ma che sembrava grande grande. Vorrei sognare di tornare a quell’estate talmente noiosa da poter pensare di fare tutto, sognare di poter conquistare il mondo in un attimo ma senza farlo, preferire piuttosto il crogiolarsi in mezzo ad un campo sotto un albero nel vento tiepido,sdraiato in mezzo all’erba.

Buonanotte

Mi addormento circondato dal profumo dei miei libri.
Mi rilassa e mi da sicurezza.
Poco prima di perdere conoscenza per un attimo mi chiedo quale libro verrà a farmi visita durante il sonno.
Questa notte per me ci saranno sogni di indicibile bellezza o terribili incubi?
Sarò un eroe della leggenda o un chicchessia perso in mezzo a terre sconosciute?
Volare o precipitare?
Ora lascio che il profumo della carta mi culli e mi porti con se in questo viaggio di una notte.
Buonanotte.

L’angolo della tassata…per me è no

Ci sono certi giorni che sono un uragano di tassate, vi inviterei nella mia testa per farvi partecipare alla festa; coriandoli, musica, palloncini colorati, fuochi d’artificio, clown, giocolieri…tutto insomma, la mia testa è un tripudio di stupida allegria.

Ma oggi no, oggi non ho voglia di dire tassate, per me è NO; oggi voglio solo rimanere nel mio guscio, chiudermi a chiave e rimanere solo in mezzo al casino causato dalla solita festa senza mettere nulla a posto, bicchieri rovesciati, coriandoli gettati a terra, festoni un po’ sbilenchi, luci spente, palloncini abbandonati sul soffitto a svolazzare da soli fino a domani forse.

Ogni tanto qualcuno credo che bussi alla porta,un toc-toc sommesso appena accennato e un timido

“C’è nessuno? Posso entrare”

Credo che sia una “tassata” che vuole farsi avanti per vedere se dentro c’è qualcuno.Ma tanto non rispondo ne tantomeno apro la porta, me ne rimango da solo in un angolo a osservare il casino lasciato dalla festa.

 

Serie A e Serie B

Ovviamente parlo di addobbi di Natale.

A casa mia l’8 dicembre si fa l’albero, cioè io convinco il Grinch(ho una mia versione personale del famoso cattivo di Natale che mi vive in casa tutto l’anno, è tangibile, non vedo roba inesistente) che almeno una volta l’anno può evitare di rompermi le palle se metto in giro per casa una cosa che attira polvere, molta polvere, quintali di polvere; talmente tanta che quest’anno abbiamo dovuto fargli prendere anche la residenza e abbiamo dovuto rispondere a suo nome(non aveva voglia di rispondere al telefono) all’istat.

Comunque dicevo l’8 dicembre si fa l’albero, il Grinch nella sua benevolenza decide quale addobbo va messo di fronte, visibile e alla vista di tutti (detto di Serie A) e quale deve essere relegato alle zone poco visibili dietro e sotto(detto di Serie B),il dietro-sotto è accessibile e visibile solo al gatto per ovvi motivi tecnici.

Renne, fatine , pallette colorate, angoletti che un anno fa erano li tronfi nella loro sbrillucicosità l’anno dopo si trovano surcalssati dalla nuova palletta in fibra di carbonio super aereodinamica in grado sia di riflettere che aumentare la potenza delle lucine.Chiunque entri nel raggio d’azione dell’albero di Natale è a rischio epilessia.

La loro colpa? Avere perso la perfetta gradazione di colore; come nemmeno il designer più scafato, il Grinch riesce a definire con precisione esadecimale la colorazione pantone dell’addobbo e retrocederlo in Serie B e a poco servono le lamentale mie e dell’addobbo stesso.

Io ogni tanto provo a dare pace ad uno di questi addobbi abbandonati facendolo cadere accidentalmente.

Quest’anno l’albero è fatto, le classifiche di Serie A e Serie B sono decise; a meno di scelte urgenti, per esempio un addobbo qualsiasi si rompe, le classifiche rimarranno quelle fino al prossimo anno.

Anno nuovo, palletta nuova.

Un gatto di nome Filippo

Come dice il titolo, Filippo è un gatto. Tutto nero, di razza indefinita, fa miao, graffia , fa le fusa:è un gatto insomma.Mangia, dorme e si fa i fatti suoi, servito e riverito dai suoi umani.

Un bel giorno Filippo decise di abbandonare le comodità della sua nuova casa, gentilmente offerta dai suoi umani.

La prima cosa che pensarono gli umani fu:

“Si sarà spaventato per il trasloco ed è scappato”,”Lo avranno rapito”,”Non conosce la zona, si sarà perso”

Quello che però non sapevano e che, a Filippo non interessava che loro si preoccupassero: gli davano da mangiare, gli davano un  posto caldo dove dormire e tanto gli bastava; Filippo non era stato rapito ne si era perso, ne tantomento era scappato,  sapeva perfettamente dove si trovava.

In quel momento gli umani erano l’ultimo dei suoi pensieri;quello che voleva fare  era esplorare il nuovo territorio.Cosi nelle successive  ore in cui lui esplorava, si arrampicava, correva e faceva cose da gatto, i suoi proprietari erano nell’angoscia più nera.

Durante il pomeriggio di un giorno qualsiasi,a Filippo non importava degli umani figuriamoci se gli interessava sapere che giorno era, era tutto un urlare “Filippo” ,”Filippo vieni che ti c’è il tuo piatto preferito”.

Una vicina non conoscendo la famiglia appena trasferita, spaventata dalla scomparsa di Filippo, ben pensò di andare a comunicare l’accaduto alla forze dell’ordine; e cosi fu che le ricerche vennero ampliate a tutto il paese e il nome di FIlippo si senti in ogni angolo anche il più nascosto e sconosciuto.

Il problema fu che questa vicina, non sapendo che Filippo fosse un gatto, comunicò alla polizia che si era perso un bambino di nome Filippo, quindi l’intero paese non cercava un gatto bensi un bambino, ma a Filippo di sentire il suo nome non interessava, lui era occupato a fare cose da gatto.

Fu soltanto verso sera quando i padroni rientrarono in casa, pensando che Filippo sarebbe ritornato la mattina dopo, che il capo della polizia andò da loro dicendogli che il bambino non si trovava da nessuna parte.

“Scusi agente, ma noi non abbiamo figli”-dissero gli umani

“E allora chi è questo FIlippo che tutto il paese sta cercando nelel ultime ore?”

Solo in quel momento, gli umani di Filippo lo videro entrare dalla porta lasciata aperta.

“Lui è Filippo”- dissero gli umani

Anche se un po’ sporco, con il pelo tutto arruffato era sicuramente lui.Inconfondibile.

Scrutò tutti i presenti con arroganza , stanco dopo ore passate ad esplorare la nuova zona e a vivere avventure gattose si acciambellò nel suo posto e si addormentò come se nulla fosse

L’agente rimasto a bocca aperta per la comparsa inaspettata di Filippo, senza dir nulla si alzò dalla sedia e si incammminò verso l’uscita, un po’ sconsolato.

L’unica cosa che in quel momento pensò fu che probabilmente avrebbe percorso la strada di fronte all’abitazione di Filippo mentre portava a spasso il suo cane, al quale piaceva molto rincorrere i gatti.

Nel frattempo FIlippo sognava cose comprensibili solo ia gatti.