L’angolo della tassata…tasso di battaglia

Le persone normali hanno un cavallo di battaglia, qualcosa che gli riesce bene , qualcosa che riuscirebbero a fare anche ad occhi chiusi; c’è chi sa ruttare tutto l’inno nazionale,chi è un asso negli addominali da tavola o nei bicipiti da bancone, addirittura conosco uno che ha come cavallo di battaglia il nascondino in tangenziale.

Io invece ho il tasso di battaglia, il non plus ultra della tassata, l’apice della stupidità comica, oltre a questa non c’è nulla, 10000 anni di comicità concentrati in un attimo, tutto quello che è venuto dopo è solo un miraggio effimero, nemmeno io potrò eguagliarmi; c’è da dire che anche il momento e il luogo sono stati propizi: politecnico, ing inf(mai completata per palese incapacità a concentrarmi su qualcosa di noioso per più di 10 secondi)lezione di analisi 2, presenti 300 studenti,1 docente; mi alzo in piedi, tutti tacciono:

“forse avrà qualche domanda da fare” pensano

“illusi” penso io, non sapevo nemmeno io che effetto avrei causato, il libro delle tassate  doveva ancora essere scritto, FL non mi aveva ancora conosciuto; ero ancora un fanciullo in questo campo, ma dovetti “tassare”.

Nulla sarebbe più stato come prima, ero ad un punto di svolta e non lo sapevo;

Probabilmente era la prima…e tassata fu.

se esiste un gatto persiano, esiste anche un gatto tapparello?

Il risultato? 10 minuti di applausi, insulti, risate e imprecazioni di varia natura…e ovviamente io che, come un eroe della leggenda, mi dirigevo vero l’uscita (cacciato ingiustamente dall’aula)