Capelli

Vorrei ringraziare i miei capelli che mi hanno sorretto e aiutato durante tutto l’ultimo anno, eravate il mio orgoglio,  il mio supporto e il mio sfogo.

Boccoli arrotolati in giornate pensierose, cresta da punk sotto la doccia, ombrello nelle giornate piovose, protezione per il mio collo,scudo contro l’inverno, nido per insetti di ogni forma e genere, invidia dei pelati, coperta anche nei giorni estivi e per questo vi ho maledetto.

Avete coperto anche la mia disperazione e le mie lacrime.

Eravate li come mio supporto e non vi siete mai lamentati; io cosa ho fatto in cambio? Vi ho tagliato.

Ora ogni spiffero è una coltellata al collo e quel gesto inconscio con il quale vi arrotolavo  vi tiravo vi spiegazzavo è ancora li ma ora non incontra nulla, ora c’è solo la mia sorpresa nel non trovarvi più li.

Le mie orecchie ora mi sembrano un pochino più sporgenti e le battute “simpatiche” di chi mi sta attorno sottolineano solo la vostra assenza.

Avrei potuto fare solo una leggera spuntatina ma non ho resistito, dovevo tagliarvi via tutti, la mente offuscata dal caldo; sono rinsavito solo quando il barbiere ha acceso la macchinetta per darvi il colpo di grazia, mi sono svegliato dal torpore e l’ho fermato. Ma ormai era troppo tardi, ormai eravate andati quasi via tutti; quel che rimane di voi è solamente una misera parte di ciò che avevo; non più la chioma rigogliosa e fluente, una serie infinita di boccoli e ricci, quel che rimane di voi è solamente una distesa corta, anonima e uniforme.

“Boccolicidio” è stato gridato a squarciagola e il colpevole ero solo io, nessun altro.

Fra un anno forse tornerete.