Buono, cattivo, umano?

Mi ritrovo sempre più spesso a pensare alle interazioni umane, come ci rapportiamo agli altri, le regole implicite ed esplicite che le regolano. Azioni non fatte e parole non dette perchè al di fuori di quella che dovrebbe essere la mentalità comune. Non faccio una cosa perchè potrebbe  far del male ad un altro, non dico qualche altra cosa perchè non è consuetudine farlo o perchè non si vuole rovinare una situazione solida e sicura. Il tutto però avviene nella propria testa, si pensa e si pianifica per il proprio tornaconto personale, ma questo fa di noi persone buone o cattive? Essere considerati assolutamente buoni o assolutamente cattivi parte per prima cosa dal pensiero e dalle idee?

Ultimamente nel mio piccolo ho provato ad essere diretto nelle mie interazioni, anche se molte volte mi è stato detto che sono crudele e cinico. Però alcune cose evito ancora di esternarle, più che altro sono cose ipotetiche che porterebbero  accadere e che porterebbero ad una situazione positiva per me a discapito di altri.

E’ il normale corso della mia testa che mi porta a  pensare a quello che è il mio bene e quindi sono gli strati di regole, leggi e consuetudini ad evitare che il pensiero non venga tradotto in azione? Sarebbero comunque solo una sequenza infinita di “se” e di “ma” con alcuni “però” e una manciata di “mi piacerebe che…” ma porterebbero comunque alla sofferenza di qualcuno. Quesato fa di me qualcuno da biasimare per le proprie idee?

Ma se queste regole non fossero altro che un sistema per evitare che gli altri vengnao feriti?

Comunque ogni tanto mi viene il dubbio di essere “cattivo” per alcuni pensieri che mi corrono in testa, anche ora.

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