All’alba

Questa notte,ho viaggiato; un viaggio di una notte, un sogno; mi capita spesso ultimamente, sono sogni molto vividi, quasi veri. Sto cadendo verso una pianura, verso quello che sembra essere un campo di battaglia, verso uno dei pochi sopravvissuti, su un’altura; il sopravvissuto è seduto sull’erba e osserva l’alba, è senza elmo , il suo volto ha qualcosa di familiare,continuo a cadere, sempre più veloce. Per un attimo tutto perde colore e si oscura e una sensazione di freddo mi pervade.

Mi guardo le mani e sono sporche di sangue, la cosa più strana è l’armatura che ricopre le mie mani e il mio corpo; un po’ ammaccata certo, ma è sempe un armatura.Sono ancora io,  ma sono anche lui; nella mia testa i miei ricordi, ma anche i suoi, cose che non dovrei conoscere, che non vorrei conoscere.

Con molta fatica mi distacco da questa visione e mi accorgo di stare sognando, voglio svegliarmi, non voglio vedere cosa c’è dopo. Sono sospeso pochi metri sopra il cavaliere sull’altura; da questa distanza riesco a vedere le ferite nei punti scoperti dell’armatura, le ammaccature sul metallo;la spada e lo scudo al suo fianco, sporchi di sangue. Lo stemma sul pettorale , anche sotto le ammaccature si riconosce una volpe.

La cosa peggiore è guardare i suoi occhi, spenti e tristi come se avessero visto cose indicibili, eventi destinati solo al peggiore degli inferni. Con un altro sforzo tento di sollevarmi ancora più in alto, verso il punto da dove sono caduto; pochi metri, mi sembra di aver scalato una montagna; tutto inutile ,  il sogno mi riporta di nuovo verso la pianura ricoperta di corpi senza vita, verso l’altura, verso lo sconosciuto dal volto affranto.  Per un attimo perdo completamente il respiro, tutto diventa buio e freddo…

…sono seduto in mezzo all’erba calpestata, su di un’altura; al mio fianco una spada e uno scudo, appoggiati a terra; il sole mi osserva da lontano,mi spia dalla linea dell’orizzonte, la luce dell’alba mi mostra quello che sembra un campo di battglia, migliaia di morti.

Tutto ad  un tratto quanto successo durante la notte appena trascorsa mi ritorna in mente   buona parte di quei morti sono stati causati da me e ora sono in attesa di qualcuno.

Per un attimo mi ero dimenticato tutto, come se nemmeno fossi io; è stato solo un attimo ma per una frazione di secondo credo di essere stato un altro, con altri ricordi e un’altra vita. Una vita tranquilla e senza guerra. Sciocchezze, avrò sicuramente preso una botta in testa di troppo. Non posso assolutamente dimenticarmi quanto successo nelle ore passate.

La battaglia è durata tutta la notte, illuminata solo da alcune fiaccole e da una pallida luna ghignante.
Nei momenti iniziali della battaglia la paura mi pervadeva, ma come ben sapevo era solo uno stato passeggero; in un attimo questo stato di angoscia fu sostituito da una sensazione di calma e distacco.
Impugnando saldamente la spada , il mio corpo cominciava a ricordare gesti ormai assimilati da anni di addestramento,ogni singolo muscolo si muoveva alla perfezione in maniera autonoma mentre la mia mente era completamente fredda e distaccata; dopotutto la spada  è  la mia vita e il mio credo, parare ,colpire , affondare ormai era naturale come respirare; non dovevo nemmeno pensarci , la spada scattava a colpire il nemico.

Poco prima dell’alba, quando il buio era più fitto , la battaglia infuriava ancora; l’aria ormai era pervasa dall’odore metallico del sangue e dal rumore dell’acciaio contro altro acciaio.
Il terreno al di sotto dei miei piedi ormai era un unica distesa di fango,avevamo completamente distrutto ettari di terreno coltivabile;
A migliaia erano morti e ora all’alba i pochi sopravvissuti si trascinavano sulla pianura intrisa di sangue, di una fazione o dell’altra non aveva più importanza i loro lamenti si alzavano nel cielo limpido.

Ero in mezzo a questo disastro e poco mi interessava che cosi tante persone fossero morte.Il mio corpo era ricperto di ferite, anche con tutta l’abilità di questo mondo è difficile uscire indenne da un simile mattatoio; probabilmente le ferite ricevute da spade amiche pareggiavano il conto con quelle ricevute da nemici.
Purtroppo però la mia nemesi era ancora li fuori, durante tutta la notte lo avevo intravisto di sfuggita mentre combatteva, ma il resto dell’armata mi aveva trascinato sempre lontano da lui mentre mi avvicinavo.I nostri sguardi si incrociavano per un attimo e sapevo che anche lui mi cercava.

Ora all’alba lo attendo su questa altura; mentre osservo l’orizzonte,  un fruscio alle mi spalle; con decisione afferro la spada e mi sollevo. Con le ultime forze  rimaste, mi volto e sussurrando dico “Ti stavo aspettando”.

Voltandomi, il mio nemico è di fronte a me …

…mi risveglio nel mio letto, sapore di sangue in bocca, il corpo indolenzito e la schiena dolorante. Ho ancora molti dei  suoi ricordi in testa, cose che non dovrei ricordare per essere un sogno. Eventi troppo complessi per essere stati letti in un libro. Mentre appoggio i piedi sul pavimento freddo mi chiedo cosa c’è di vero in tutto quello che ho sognato.