Archivio mensile:aprile 2015

Il mio multiverso.

Sono stato un mago selvaggio votato al caos, senza gilda, senza storia. La mia unica regola di vita era portare distruzione nei reami altrui.

Sono anche stato un potente druido, aiutavo gli altri; la luna e le stelle mi indicavano il cammino.

Sono stato un negromante, la morte era la mia sposa. La mia sofferenza e quella degli altri mi portavano alla vittoria.

Sono stato un coraggioso pistolero, nell’esercito ribelle. Non ho ceduto il passo nemmeno di fronte alla furia dell’impero e al lato oscuro della forza. La lotta era impari, non avevo possibilità, ma dovevo almeno provarci.

Sono stato un piccolo inventore in un mondo ebbro di magia, governato da forze instabili e capricciose. Mi temevano, dopotutto una bella esplosione ha sempre il suo effetto.

Sono stato un gatto spaziale armato di fucile al plasma circondato da robot che obbedivano ad ogni mio comando. Il mondo era ostile, selvaggio; ogni passo su quel maledetto pianeta era una sofferenza.

Sono stato un piccolo folletto, di una razza dal nome buffo; governavo il più selvaggio e volubile degli elementi, il fuoco.

Per poco tempo sono stato anche un panda, maestro di kung fu ed esperto estimatore di birra.

Sono stato anche un mago spaziale, in mezzo alla distruzione della razza umana mi facevo strada combinando magia e tecnologia. Non avevo pari, si inchinavano al mio cospetto.

Sono stato un possente barbaro armato di spada a due mani campione di bevute. Il colore dei miei capelli cambiava ad ogni sorgere del sole.

Sono stao anche altri centinaia e migliaia di esseri, dalle fattezze più disparate; ho seguito percorsi diversi, volato in mezzo a tempeste sul mio grifone e cavalcato a fianco dei giganti più temibili.

Al mio fianco ho sempre avuto compagni di viaggio come me, anche loro passati attraverso mille rappresentazioni di loro stessi sui mondi più disparati. Alcuni si sono persi in questo multiverso di stranezze, altri mi hanno seguito e proseguono con me il cammino verso una fine incerta.

Per ora proseguo il mio percorso,in compagnia forse. La fine della mia strada si trova a tanti anni nel futuro, non riesco a vederla da dove mi trovo. Spero solo che sia una bella strada, fatta di battaglie, bottini e sopratutto di vittorie.

L’angolo della tassata…polvere?

Ieri sera mi è venuta una fantastica idea:

“Andrea, perchè non pulisci dietro il televisore vicino alla libreria?”

“Ma lo sai che hai avuto una fantastica idea? Bravo Andrea”

Dopo questo fantastico scambio di idee tra me e me, ho preso lo spolverino e mi sono avvicinato alla zona designata per la pulizia.

Errore madornale, non c’erano solo ragnatele e ragni; c’era tutto un dungeon composto da corridoi,stanze nascoste, trappole e boss(un paio erano talmente grossi che avevano anche la barra del mana, maledetti caster).

Sta sera provo a ripulire tutto, intanto mi metto alla ricerca di altri 2 dps di un tank e di un healer.

Qualche volontario?

Frugando nel comodino.

Frugando nel comodino tutti pensano di trovare  solo il sogno nel cassetto; il momento in cui tutta la vita prende una svolta in meglio; tutti hanno questo fantomatico sogno, magari non si realizzerà mai, ma l’ho hanno. Sta li in agguato pronto ad essere rimirato in tutta la sua luminosità(una marca famosa di occhiali ha anche creato delle lenti da utilizzare solo in questi casi; esistono anche creme solari con protezione apposita), ogni tanto lo si estrae dal cassetto per rimirarlo e dargli una lustratina o magari per farlo vedere ad amici e parenti. Oppure per confrontarlo con quello di altri.

C’è l’ho anche io, forse si realizzerà o forse no; intanto rimane li a sonnecchiare raggomitolato su se stesso.

Invece che dire di quell’altro cassetto e del suo contenuto? Quello in fondo che nessuno guarda mai,  un po’ storto e chiuso male;  quello che noti solamente a notte fonda, quando ti alzi per andare in bagno di corsa e ci sbatti il piede contro. Il cassetto che appare solo nei tuoi sogni più neri e che magari non ha la forma di un cassetto ma di qualcosa di più oscuro e pauroso. Quello che dimentichi subito dopo aver acceso la luce del comodino per vedere contro cosa hai sbattuto e che sparisce definitiamente al sorgere del sole.

Come dicevo poco fa, lo si nota di rado questo cassetto; sta li a rimuginare sul suo essere poco considerato rispetto al più blasonato cassetto dei piani superiori. Il sogno nel cassetto è il primo in alto, sempre, magari vicino alla foto di famiglia o nel punto più visibile della camera. E se per caso giro al contrario il comodino? L’ultimo cassetto diventato il primo conterrà il sogno; è una regola fisica immutabile, come il gatto che cade sempre in piedi.

Ma in definitiva, cosa contiene questo famigerato cassetto?

Ovviamente contiene tutte le nostre paure, i nostri timori, tutto ciò che ci spaventa e da cui vogliamo scappare; la nemesi del nostro sogno nel cassetto, i nostri incubi. Vogliamo dimenticarli ma stanno li e si ripresentano nei momenti in cui siamo più vulnerabili, aprendo il cassetto piano piano per infastidire il nostro sonno o per farci inciampare; e quale momento è più vulnerabile se non quando ci si alza di corsa dal letto e a piedi nudi si va di corsa verso il bagno?

Questi incubi non devono per forza essere la rappresentazione del male universale, possono anche essere piccoli e che magari farebbero ridere chi ci sta attorno; e come per i sogni magari non si realizzeranno mai. Basta sapere che ci sono e che stanno in un cassetto storto e leggermente aperto, cosi non ci sbatti contro di notte.

Uno dei miei incubi? Credo che quello più fastidioso sia la paura di rimanere solo, trovarmi fra 50 anni senza una famiglia e nessuno al mio fianco; utilizzando una semi-citazione da uno dei miei cartoni animati preferiti,”vorrei evitare di trovarmi fra 50 anni come uno dei cattivi di scooby doo, solo e inacidito dalla vita a guardia di un faro solitario”(anche se però fare il guardiano di un faro ha il suo fascino)

Per il mio compleanno

Per questo mio compleanno non avrei voluto pranzare con nessun altra al di fuori di te. Per tutti i compleanni che mi rimangono non vorrei altra compagnia. Perchè mi piace come sorridi; vedere come un semplice movimento del viso possa trasformarti in un piccolo sole, mi affascina sempre.

Mi piace come ogni tanto sembri un cartone animato, ma non uno di quelli seriosi  e nemmeno uno di quelli stupidi, mi piaci perchè  a volte sei come uno di quei cartoni animati che ti fanno ridere e perdere il senso del tempo ed è bello a volte perdere ogni cognizione del tempo.

Mi piaci perchè sai ridere di te stessa come degli altri.

Mi piaci perchè, con molta precisione provi ad aggiustare la mia vita; per carità so che non è rotta, ma provi a correggere qualche minuzia qua e la, un po’ di colore li, una goccia di colla la…e io sono talmente testone e legato al passato che ogni tanto non ti ascolto.

Mi piaci anche se mi dici che sono un testone.

Mi piaci perchè mi dici “Non stare attaccato al passato, non è quello che ti definisce”.

Mi piaci perchè ogni tanto mi fai la faccia da “ma che cavolo stai dicendo?”

Mi piaci perchè sai essere seria ma mai severa.

Mi piaci perchè sai fare delle fantastiche imitazioni.

Mi piaci perchè sei in grado di fare ridere con il tuo umorismo ma senza mai essere volgare o banale.

Mi piaci perchè mi piace come scrivi sul tuo blog.

Mi piaci perchè mi hai fatto capire che posso piacere a chi mi circonda rimanendo me stesso al 100% o quasi, diciamo 90% tendente a 100%. Con calma arriverò al 100% è dura perdere le abitudini troppo radicate.

Mi piaci perchè anche tu apprezzi il buon cibo ma sei in grado di apprezzare anche cene al contrario con pietanze diversamente salutari, comunque devo dire che la combinazione torta al cioccolato e patatine fritte non sarà tanto salutare per il fisico ma aiuta tantissimo il morale.

Mi piaci perchè credo che con il mio blog ti ho strappato qualche sorriso e forse qualche lacrima(in quest’ultimo caso scusa non era mia intenzione era solo qualcosa che mi portavo appresso da anni e scrivere mi ha aiutato tanto)

Mi piaci perchè mi hai spronato a scrivere il mio blog; grazie anche se non sono molto bravo a scrivere e non lo faccio tutti i giorni come vorrei, ma ho capito che piazzare frasi di senso compiuto su un foglio bianco è una cosa che mi piace molto.

Mi piaci perchè sei stata la prima persona a dirmi “Sei una persona chiusa a doppia mandata”, a volte non me ne rendevo conto nemmeno io. Sentirselo dire fa uno strano effetto.

Mi piaci anche se non sono mai stato in grado di dirtelo a voce, mi si secca la bocca, mille pensieri si accavallano l’uno sull’altro e alla fine l’unica cosa che riesco a dirti è una cazzata di qualche tipo.

Mi piaci anche se so che rimarremo solo amici. Fortunatamente sei una di quegli amici di cui si parla nel famoso detto.

Mi piaci anche se quando ci rivedremo dopo che avrai letto questo post mi sentirò un po’ a disagio, ti prego abbi pazienza.

Mi piaci per altri 10 milioni di motivi che non sto qui ad elencare. Perdonami se quanto scritto dovesse metterti a disagio, puoi far finta che ho scritto a qualcun’altra 🙂

Alla fermata del bus

Questa mattina alla fermata del bus sono stato parlato; non ho sbagliato la grammatica,  sono stato veramente parlato; cioè ho subito passivamente quello che mi diceva una signora sui 60 anni circa che continuava-a-parlare-a-ruota-libera-senza-darmi-la-possibilità-di-rispondere.

Quello che ho capito da quei 10 minuti di parole ininterrotte è:

1.ha male alla schiena

2.va a torino ad un mercato(non so quale, forse me lo dice domani)

4.non ci sono più le mezze stagioni

5.il tempo oggi è brutto(no signora ha me il tempo cosi piace, sereno ma non caldo e nemmeno umido, anche se ci sono un po’ di nuvole)

Questo più o meno è quello che ho capito, tutto il resto è avvolto in una nebbia che annulla i ricordi; anche perchè io ero nel mio bel prato mentale vestito da filosofo greco a danzare con le mie danzatrici semi-nude.

Vebbe domani mi fingo svenuto alla fermata o mi nascondo nel cassonetto delal spazzatura fino all’arrivo del bus.

Il nerd è l’appassionato, in un modo che non ti aspetti. Non è un piatto tipico, ne una moda, ma un contenitore di sogni e interessi, che segue con la propria passione e per questo è pronto a rischiare di essere emarginato.

Un nerd è un vecchio lucertolone che accumula fumetti, spade, dadi e videocassette.

Combatte per difendere la propria diversità.

Un nerd è eroe e drago insieme.

(cit. Daniele Daccò -Orgoglio Nerd-)

L’angolo della tassata…problemi con l’auto

[mentre leggete questa tassata, continuate ad immaginarmi  vestito come un filosofo greco, sempre circondato da danzatrici semi-nude, questa volta però immaginatemi disteso nell’erba e immaginate le danzatrici che mi imboccano con della frutta fresca, i discorsi seri li ho lasciati da un’altra parte, l’universo può aspettare, i calzini spaiati non mi interessano tanto indosso solo dei sandali e il bianco da urlo in lavatrice è solo un miraggio.Ecco oggi immaginatemi cosi]

DD: ho scoperto come mai ho la gomma che perde.

AT: vabbe dai l’importante è partecipare

DD: ma no pirla, c’era un chiodo nella gomma

AT: il problema non è il chiodo nella gomma ma il metallaro che hai ancora appeso al paraurti anteriore

L’angolo della tassata…quarto classificato

[non ho voglia di contestualizzare la tassata, immaginate solo che io sia vestito tipo filosofo greco,in mezzo ad un giardino in fiore, circondato da danzatrici semi-nude e che discorro su cose importanti tipo il funzionamento dell’universo, dei calzini spaiati, di fantasmi spaventati e di come regolare la lavatrice per ottenere un bianco da urlo…ecco immaginatemi cosi]

DD: credo di avere un problema, ho la ruota della macchina che perde

AT: vabbe dai l’importante è partecipare