Archivio mensile:febbraio 2015

L’angolo della tassata…serale(questa mattina facevo finta di lavorare)

Questo è il solito periodo dell’anno in cui non capisco se fa caldo o se fa freddo o se fa tiepido,la mattina metto il giaccone pesante e a pranzo sudo in maniche corte; oggi alle 13 ho optato per una soluzione intermedia, felpa + maniche corte.

Alcuni colleghi più freddolosi si stavano ancora vestendo pesanti, tipo la mia vicina di scrivania:

SS: vabbe metto il piumino che fa un po’ fresco

AT: ma perchè? c’è il sole e non fa freddo

SS: sisi fa un po’ freschino

AT: non fa freddo , fuori ci saranno piu-o-mino 20 gradi

L’angolo della tassata…metereologica

ore 06:50 sveglia

ore 07:10 dopo essere stato in bagno ed essermi vestito mi avvicino alla cucina

ora 07:11 abbondante colazione a base di porcate mulino bianco o quando sono in vena(non fiocchi d’avena) yogurt greco con mandorle e corn flakes(si DD lo so che non sono salutari ma lasciami illudere); il tutto mentre ascolto un telegiornale a caso

ore 07:20 mi metto la giacca, mi tracollizzo con la borsa e intanto ascolto il meteo…oggi davano bello con venti meridionali

ore 07:21 se avessi saputo che sarebbero arrivati‏ venti meridionali non mangiavo cosi tanto a colazione, questi se arrivano come minimo portano 10 chili di mozzarella più altre prelibatezze del sud, sapevo che dovevo stare a stecchetto

ore 07:22 ma poi sti venti meridionali dove arrivano? Qui a casa non ho sicuramente posto per metterli, forse passano in ufficio.

All’alba

Questa notte,ho viaggiato; un viaggio di una notte, un sogno; mi capita spesso ultimamente, sono sogni molto vividi, quasi veri. Sto cadendo verso una pianura, verso quello che sembra essere un campo di battaglia, verso uno dei pochi sopravvissuti, su un’altura; il sopravvissuto è seduto sull’erba e osserva l’alba, è senza elmo , il suo volto ha qualcosa di familiare,continuo a cadere, sempre più veloce. Per un attimo tutto perde colore e si oscura e una sensazione di freddo mi pervade.

Mi guardo le mani e sono sporche di sangue, la cosa più strana è l’armatura che ricopre le mie mani e il mio corpo; un po’ ammaccata certo, ma è sempe un armatura.Sono ancora io,  ma sono anche lui; nella mia testa i miei ricordi, ma anche i suoi, cose che non dovrei conoscere, che non vorrei conoscere.

Con molta fatica mi distacco da questa visione e mi accorgo di stare sognando, voglio svegliarmi, non voglio vedere cosa c’è dopo. Sono sospeso pochi metri sopra il cavaliere sull’altura; da questa distanza riesco a vedere le ferite nei punti scoperti dell’armatura, le ammaccature sul metallo;la spada e lo scudo al suo fianco, sporchi di sangue. Lo stemma sul pettorale , anche sotto le ammaccature si riconosce una volpe.

La cosa peggiore è guardare i suoi occhi, spenti e tristi come se avessero visto cose indicibili, eventi destinati solo al peggiore degli inferni. Con un altro sforzo tento di sollevarmi ancora più in alto, verso il punto da dove sono caduto; pochi metri, mi sembra di aver scalato una montagna; tutto inutile ,  il sogno mi riporta di nuovo verso la pianura ricoperta di corpi senza vita, verso l’altura, verso lo sconosciuto dal volto affranto.  Per un attimo perdo completamente il respiro, tutto diventa buio e freddo…

…sono seduto in mezzo all’erba calpestata, su di un’altura; al mio fianco una spada e uno scudo, appoggiati a terra; il sole mi osserva da lontano,mi spia dalla linea dell’orizzonte, la luce dell’alba mi mostra quello che sembra un campo di battglia, migliaia di morti.

Tutto ad  un tratto quanto successo durante la notte appena trascorsa mi ritorna in mente   buona parte di quei morti sono stati causati da me e ora sono in attesa di qualcuno.

Per un attimo mi ero dimenticato tutto, come se nemmeno fossi io; è stato solo un attimo ma per una frazione di secondo credo di essere stato un altro, con altri ricordi e un’altra vita. Una vita tranquilla e senza guerra. Sciocchezze, avrò sicuramente preso una botta in testa di troppo. Non posso assolutamente dimenticarmi quanto successo nelle ore passate.

La battaglia è durata tutta la notte, illuminata solo da alcune fiaccole e da una pallida luna ghignante.
Nei momenti iniziali della battaglia la paura mi pervadeva, ma come ben sapevo era solo uno stato passeggero; in un attimo questo stato di angoscia fu sostituito da una sensazione di calma e distacco.
Impugnando saldamente la spada , il mio corpo cominciava a ricordare gesti ormai assimilati da anni di addestramento,ogni singolo muscolo si muoveva alla perfezione in maniera autonoma mentre la mia mente era completamente fredda e distaccata; dopotutto la spada  è  la mia vita e il mio credo, parare ,colpire , affondare ormai era naturale come respirare; non dovevo nemmeno pensarci , la spada scattava a colpire il nemico.

Poco prima dell’alba, quando il buio era più fitto , la battaglia infuriava ancora; l’aria ormai era pervasa dall’odore metallico del sangue e dal rumore dell’acciaio contro altro acciaio.
Il terreno al di sotto dei miei piedi ormai era un unica distesa di fango,avevamo completamente distrutto ettari di terreno coltivabile;
A migliaia erano morti e ora all’alba i pochi sopravvissuti si trascinavano sulla pianura intrisa di sangue, di una fazione o dell’altra non aveva più importanza i loro lamenti si alzavano nel cielo limpido.

Ero in mezzo a questo disastro e poco mi interessava che cosi tante persone fossero morte.Il mio corpo era ricperto di ferite, anche con tutta l’abilità di questo mondo è difficile uscire indenne da un simile mattatoio; probabilmente le ferite ricevute da spade amiche pareggiavano il conto con quelle ricevute da nemici.
Purtroppo però la mia nemesi era ancora li fuori, durante tutta la notte lo avevo intravisto di sfuggita mentre combatteva, ma il resto dell’armata mi aveva trascinato sempre lontano da lui mentre mi avvicinavo.I nostri sguardi si incrociavano per un attimo e sapevo che anche lui mi cercava.

Ora all’alba lo attendo su questa altura; mentre osservo l’orizzonte,  un fruscio alle mi spalle; con decisione afferro la spada e mi sollevo. Con le ultime forze  rimaste, mi volto e sussurrando dico “Ti stavo aspettando”.

Voltandomi, il mio nemico è di fronte a me …

…mi risveglio nel mio letto, sapore di sangue in bocca, il corpo indolenzito e la schiena dolorante. Ho ancora molti dei  suoi ricordi in testa, cose che non dovrei ricordare per essere un sogno. Eventi troppo complessi per essere stati letti in un libro. Mentre appoggio i piedi sul pavimento freddo mi chiedo cosa c’è di vero in tutto quello che ho sognato.

L’angolo della tassata…ecologica

Ogni volta è una tragedia, sempre a discutere sul da farsi:

AT: devi uscire di casa ogni tanto, dai andiamo

SS: fanculo, fuori piove e fa freddo; fammi giocare con la xbox, stronzo

AT: niente xbox e non essere scurrile, ora è il momento di andare fuori casa

SS:[parole_incomprensibili_a_caso][SBLAM_porta_del_balcone_che_sbatte]

E’ sempre cosi tutti i giorni, tento di portarlo fuori ma il Sacchetto della Spazzatura si rifiuta di uscire di casa

L’utilità della coda

I gatti hanno una coda, in alcuni casi ci sono anche gatti a nove code ma non si tratta esattamente di animali.

Comunque, come tutti ben sappiamo i gatti hanno una coda più o meno lunga , più o meno prensile, più o meno assomigliante ad uno spolverino; ma qual’è il suo vero utilizzo? Se state pensando che serve per tenersi in equilibrio , sappiate che la risposta è sbagliata.

L’unico motivo per cui i gatti hanno una coda e per dare indicazione all’umano che li sta accarezzando sull’effetiva lunghezza del gatto stesso.

In pratica la coda è come uno di quei cartelli in cui c’è scritto sopra “attenzione, non proseguire oltre”, per la precisione la coda di un gatto sta ad indicare “Ehi pirla il gatto sta per finire, riprendi ad accarezzare dall’altro lato”

Anche perché accarezzare oltre la coda sarebbe pressoché inutile‏, anche se però il mondo ne è pieno di persone che accarezzano il gatto oltre la fine della coda, io per esempio ora sto accarezzando il mio gatto da circa 30 chilometri di distanza.

L’angolo della tassata…risposte no-sense

Ogni tanto mi diverto a spiazzare i colleghi con frasi completamente no-sense, senze un senso apparente. E anche analizzandole più accuratamente non hanno effettivamente senso. A volte non hanno senso nemmeno per me, dire tassate è un po’ come mangiare le ciliegie, una tira l’altra e cosi le parole a caso.

SdN: hai completato la la richiesta di AR?

AT: si si ho aggiornato tutto al 15 febbrarzo, è il mese nascosto tra febbraio e dicembre andando a ritroso nel tempo.
AT: il famosissimo mese del pesce pasquale…e del coniglio gianpirla.

AT: però attenzione puoi ottenere questo mese bonus solamente se accarezzi un gatto bianco contropelo in una notte di pediluvio, con la mano sinistra.

L’angolo della tassata…anatomica

Tempo fa su questo blog, tramite una tassata, mi sono interrogato sul perchè siamo fatti cosi; sono convinto tutt’ora di quello che ho scritto

un mento solo?…non si poteva fare altrimenti

Comunque ho un dubbio molto simile che mi attanaglia da anni, non riesco a capire se questa domanda deve essere rivolta ad un medico, ad uno zoologo; comunque rivolgo la domanda al blog, sicuramente una risposta la troverò

ma lo sciacallo…sta sullo sciapiede?

uno sciacallo si estirpa con una sciabola durante una sciata?